Occhi di lucerna

 

 

 

2016-01-13 19.29.35

In questi giorni ovunque vada mi capita di imbattermi in persone che stanno ancora “smaltendo lo stress da feste” … o che hanno appena cominciato a farci i conti causa dieta-bilancia-costume.

Così, ho deciso di riproporre questa riflessione che ho scritto pochi giorni prima di Natale e che credo possa fare ancora bene. Vedi mai che iniziando a prepararci 247 giorni prima, il 2016 possa riservarci qualcosa di migliore

 

Mancano ormai pochi giorni a Natale e ovunque si respira un atmosfera unica: impregnata di Magia.
Luminarie per le strade, sui balconi, l’Albero addobbato nella Piazza principale del Paese, i concerti Gospel, le cene con gli amici, scintillanti vetrine di negozi pieni di “oggetti del desiderio”, lo scambio dei regali, le tenere passeggiate per mano di chi rende ancor più romantico un amore dentro questa bolla speciale che si ricrea solo in questi pochissimi giorni dell’anno.
….
Ma questo è ancora niente. La vera magia cui vi accennavo prima consiste, in realtà, nel fatto che la coppietta a passeggio odia il Natale; che chi ha messo le luminarie spera che si fulminino entro pochi secondi; che la signora che stava scegliendo i regali poco fa è probabilmente già passata alla modalità “massima resa e minima spesa… veloci è via di qui!”. La Magia è che … per 7 italiani su 10 non c’è alcun entusiasmo rispetto alle feste e l’ansia è il sentimento predominante, che per 8 su 10 la paura del caos e del traffico ha preso il posto della gioia , che Il 70% delle persone afferma che questo non sarà un bel Natale … eppure guardando da quassù, sembra tutto così tremendamente perfetto.
Sì, è questa la Magia del Natale che stiamo decidendo di vivere. Una favola raccontata ai più piccoli che nell’era del ‘’tran tran’’, immersi in un tempo che va veloce come una freccia, non ha però posto nei nostri cuori.
‘’ Per il Natale?’’
‘’ Sempre diritti a tutta velocità: l’Albero, il presepe , il cenone, i regali … finite “cose da fare per forza” siete arrivati.’’
‘’ Arrivati a Natale?’’
‘’ Macché: al 7 di gennaio! ‘’
Per chi volesse lo step intermedio: la sera del 24 o il pranzo del 25, quando la maggior parte delle persone di cui sopra si incontra, beve, mangia e si scambia regali … una situazione che sembrerebbe felice e invece nasconde come primo dato uno stress da record. Tante volte, ciascuno perfettamente conscio del fatto che chi ha davanti potrebbe fargli da specchio.

Purtroppo, non lo dico certo io: i dati dello studio condotto da Eurodap ( Associazione Europea disturbi da attacchi di panico) hanno parlato chiaro.
E’ facile leggere, annuire e dare la colpa alle antiche tradizioni o a ciò che il “ Natale Consumistico” e “ New Age” ci indurrebbe a fare. E’ indubbio che Il record, tra le cause da “ansia da performance”, sia detenuto dai doni da scegliere, dal cenone da portare in tavola e dai parenti da ritrovare … senza dimenticare che tutto ciò deve avvenire in un atmosfera strettamente“ happy”: le famiglie felici le immaginiamo come quelle del Mulino Bianco e stati d’animo giù di tono, così come ogni minima tensione nei rapporti personali non accettati. Siamo, però, davvero sicuri che sia nelle origini del Natale che dobbiamo ricercare la causa di questo modo di vivere la festività? Personalmente, credo di no. Non sto nemmeno per partire a raffica nell’attribuire classicamente la colpa alla trasformazione portata dal ‘’Natale materialista” perché, come Richard Bach diceva: “ogni regalo è un augurio di felicità” … e credo non ci sarebbe niente di male nello scambiarsi doni se non perdessimo di vista il significato profondo delle nostre azioni. E’ in questo secondo punto che sta la chiave di volta: nell’attenzione.
Come siamo soliti dire, ‘’non abbiamo tempo’’ per fermarci un secondo ad indagare su quale sia il vero significato del Natale per noi. ‘’Non abbiamo tempo“ per prenderci un attimo e sentire come e dove la Festa ci tocchi nel profondo. Ognuno sa per sé cosa si nasconde dietro questa scusa.
Eppure, questa celebrazione dovrebbe dire molto ad ognuno. Parlo per credenti e anche per non credenti, in quanto, è ormai provato come esista un Natale dal punto di vista storico, geografico, storiografico che include anche il punto di vista mitico e mitologico. Antico, legato ai ritmi del sole e della luna ,alle festività solari, al solstizio d’inverno e al culto del “Sol Invictus”. Questa ricorrenza detiene dall’antichità un’importante dimensione cosmica: ogni Natale ci riporta nella dimensione di un rito collettivo che ravviva sulla Terra luci e speranze, proprio nel periodo in cui le tenebre sono più lunghe. Potremmo definirla una festa trasversale dell’“uomo ridestato dalla luce”
Come mai siamo tanto sordi da non sentire?
Non è giusto che il 25 Dicembre porti con sé una tale preoccupazione prima, dopo e durante.
A Natale dovremmo avere il coraggio di essere felici e di non mettere una maschera … o meglio: dovremmo posarla finalmente a terra. Dovremmo avere il coraggio di dire che non abbiamo voglia di spadellare come dei pazzi per poi pulire la cucina tutto il giorno sudando peggio che in una giornata di ufficio, se non ci va. Dovremmo avere il coraggio di dire a quel parente che non abbiamo mai sopportato cosa non ci piace di lui o cosa ci ha fatto che ci fa stare male … al posto che ignorarlo o riempirlo di falsi sorrisi. Dovremmo avere il coraggio di dare un abbraccio davvero perché ci interessa farlo, non perché “è giusto così”. Dovremmo fare solo i regali che sentiamo, altro che aggeggi riciclati e liste infinite che non significano più che una serie di nomi. Dovremmo fare il presepe, l’albero, ripercorrendo i gesti imparati fin dall’infanzia con l’amore nell’arricchire ogni diverso ciclo di vita con la stessa importante tradizione. Dovremmo avere il coraggio di ripercorrere con gli occhi tutti i nostri sogni.
Solo così potremo ritrovare il vero senso della Festa: incontro, sincerità, perdono , amore, condivisione, rinascita.
Solo così, potremo davvero far sì che Natale duri tutto l’anno … e non che tutto l’anno duri anche a Natale.
Almeno: questo è ciò che ho sentito nel profondo del mio cuore … e se cercherete bene, spero lo troverete anche voi.
Buon Natale,

Sara Annibali

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