Feste-miaaa-mo? #catday #thd

Feste-miaaa-mo?2016-01-11 23.37.04

Visibile e allo stesso tempo invisibile; bisognoso e allo stesso tempo indipendente; dormglione e allo stesso tempo sempre in guardia.
Sei giusto entrato in casa e zan-zan, ha già preso la mira per sgattaiolarti in mezzo alle gambe, seguirti fino in camera e strusciarsi un po’ sui pantaloni. Possibile? Hai appena acquistato tutte le rughe dei prossimi cinque compleanni in un minuto e inizia a fare le fusa.
Beh, infondo, sei abituato a che renda la tua giornata ‘avventurosa’ fino alla fine… e una carezza ci sta tutta… se solo… dov’è?
Ecco che ti accovacci, ma non c’è già più: le coccole le vuole solo quando non le vuoi tu.
‘Spallucce’: sai che l’affetto lo dimostra così.
L’affetto lo dimostra essendo dispettoso; provocatorio; sulle sue… e mai per caso: per scelta. Almeno fosse un ‘tontolone’.
Quando ti metterai sul divano, fra un paio d’ore, senza richiedere minimamente la sua presenza … si spaparanzerà con tutta la riservatezza necessaria: non sia mai possa davvero pensare che sia lì per te, nonostante ti stia facendo la doccia.
Miagola solo quando il gorgoglio del suo stomaco raggiunge un volume per cui si crea una sinfonia armonica che di sicuro ti piacerà un sacco; ma non dimentica di venirti a cercare anche quando è la tua di ‘frequenza’ che comincia a farsi insopportabile.
Infatti, la vera essenza della palla di pelo la conosci  solo quando sei tu ad avere bisogno di qualcosa.
Qualcosa che non sia un nuovo paio di jeans o una bella maglietta (a meno che non li si voglia leggermente ‘più estivi’), ma magari un ‘’qualcosa’’ che corrisponde più ad un ‘’qualcuno’’. ‘’Qualcuno” che arriva al volo.’
Non serve una chiamata: basta sentire la tua voce, il tuo odore, il tuo rumore per capire che c’è bisogno di una spugna che assorba via quella ‘schifezza’; per capire che c’è bisogno di una dispensa da cui attingere qualche buon consiglio; per capire che c’è semplicemente bisogno di una zamp-abracciata. Non serve una chiamata: arriva subito il cerotto sul cuore.
Risulta quasi impossibile afferrare come queste creature possano bastare così tanto a sé stesse sapendo donare ogni singolo arto agli arti.
Non è un caso che la data scelta per festeggiarli sia il 17 febbraio: il diciassette, anagrammato, significa ‘’ho vissuto’’… e cade durante il mese che nella tradizione popolare corrisponde a quello “delle streghe e delle fate”… oltre a essere quello del segno  dell’acquario, ossia degli spiriti liberi e anticonformisti.
In altri Paesi del Mondo il “Cat Day” occupa un posto diverso nel calendario, ma ugualmente scelto nei minimi particolari.
Sì, se si ha un gatto, si sa bene che bisogna anche stare attenti ai particolari: niente sabbia sporca; niente cibo vecchio; niente oggetti sul tavolo che si vorrebbero integri per più che le prossime 24 ore; niente abiti in giro; niente tappeti che potrebbero vagamente parere un tira graffi. Tutto al suo posto, preciso, pulito, essenziale.
E se non si ha un micio? Cosa c’è di essenziale nell’istituire una festa felina? Perché stare attenti ai particolari?
Eh, per dare una risposta, si capisce che a noi … sì che serve una chiamata.
Potremmo chiedere agli egizi, che veneravano questi animali come Dei; ai Giapponesi che nell’isola di Aoshima ospitano 120 gatti e sole 20 persone; potremmo chiedere a grandi artisti come Neruda, Alda Merini, Gianni Rodari e Baudelarie che hanno preso dichiaratamente spunto dalle proprie palle di pelo o ancora a thailandesi e sudamericani che per secoli hanno ritenuto questi felini sacri.
Molto più semplicemente, potremmo chiedere a noi stessi.
Ogni animale è in grado di dare qualcosa a noi scimmiette evolute (comprese le zanzare).
Io la mia risposta la ho quando, dopo 10 anni, vado a dormire con il mio gatto sul cuscino sempre nella stessa posizione e mi da un ‘bacio in fronte’: guardandolo, in quel momento, mi ricordo costantemente quanto abbiamo ancora da imparare insieme e vicendevolmente.
Finché c’è curiosità, condivisione, apprendimento ed energia … c’è vita.

E allora feste- miaaaa-mo, questi grandi compagni di esistenza.

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