15/03/16 Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla … e molto di più.

 

<< Di qui il pallore e la magrezza e il languire anzi tempo del fiore della giovinezza; e allora gli occhi tristi e perpetuamente umidi; allora la mente ottenebrata e turbata la pace dei sonni; flebili lamenti se dormivi, voce fioca e roca del pianto; spezzato e interrotto il suono delle parole, e quanto di più affannoso e dolente si possa immaginare. Ti paiono questi segni di salute? Che dire del fatto che ella ti recava e ti toglieva la letizia e la tristezza delle giornate? >>

Secretum

Secretum per chi la sente nascere dentro, la porta in grembo finché c’è spazio, la strozza nel nell’attorcigliarsi
dello stomaco mano a mano che la massa si assottiglia, la fa salire al cervello e da lì non la controlla più, annega, scompare dentro e fuori … poco più.

Secretum per chi la scorge, la osserva; per chi dall’esterno la vive e piano piano ne è a sua volta soffocato.
Troppe le facce di questa bastarda riluttanza verso il cibo che altro non è se non fame d’amore.

Secretum per chi ogni giorno decide quante chilocalorie avrà la sua felicità da lì al prossimo balzo in giù, alla prossima abbuffata, al prossimo rigetto; per chi ogni giorno prima di mangiare, di bere, deve chiedere il permesso; per chi ha sempre più paura fino a non sapere nemmeno più di cosa; per chi inizia a controllare tutto senza capire che non sta controllando niente; per chi decide di scomparire per farsi cercare; per chi usa il proprio corpo come un manifesto; per chi davanti ai mali della vita si trova addosso il giubbotto della anoressia, della bulimia e in quel momento non può fare altro che credere che sia il migliore che ci sia.

Secretum per chi vede la figlia, il figlio, la moglie, il marito, la mamma, il papà, la zia, lo zio, i nipoti, Marta, Giulia, Federico, Matteo, Luca, Sara trasformarsi davanti ai propri occhi: Secretum perché la bastarda non fa distinzioni, perché è impossibile capire finché con quella non ti ustioni.

Secretum per chi vede rigettare l’esistenza, spesso da anime acerbe e al contempo troppo mature, che non sanno più cosa significhi il piacere, che non sanno più cosa significhi condividere, fidarsi, che rifuggono da ogni abbraccio e dai vestiti attillati, che hanno solo bilance e lassativi come alleati; che non sanno più nemmeno cosa significhi la musica e il verso senso del giocare, del danzare … anche se le si coglie sempre in allenamento e ne fanno tanto anche di camminare.

Secretum perché di primo impatto ogni parola si rivela sbagliata: non si sa cosa fare davanti a una abbuffata seguita da due dita in gola o

Secretum perché non è possibile scorgere come dietro e dentro a questi gesti non ci sia alcuna debolezza, ma una forza di volontà astrale anche se usata male, che da enorme potenzialità diviene arma letale.
Secretum per chi, da un punto di vista un poco più lontano, crede che la colpa sia solo della società che sta sempre con il metro in mano; con la passerella piena di stecchi; con jeans taglia trentasei e canoni di bellezza ormai troppo vecchi.
Osservazioni che non si possono né negare né contestare, ma che da sole non possono bastare a spezzare 7 milioni di famiglie; a far ammalare 3 milioni di persone nel nostro Belpaese; a creare un arma che prima tra tutte uccide ragazze tra i 15 e i 25 anni e di cui la conoscenza reale è ancora tropo lieve.
Se è vero che il 95% inizia con una dieta e che questi tempi vedono i numeri crescere in sproporzione, come mai prima di questo secolo un po’ burlone … forse non è solo per la televisione; ma perché le relazioni genitori-figli, uomo-donna, individuo-società … non sono in grado di fornire un’adeguata nutrizione.
Forse ci sono più intoppi di quelli che vediamo e non solo perché abbiamo un cellulare in mano, ma perché ci siamo spinti un po’ troppo lontano … e non si possono lasciare alle spalle i valori fondamentali; i ritmi di lavoro umani; il mito dell’onesto al posto che quello del successo; il rispetto; il calore della famiglia; il supporto di una mano che non ti frega, ma ti piglia; la divisione tra ciò che è bene e ciò che è male … non è sempre affare personale.

Il corpo diventa espressione di un linguaggio non verbale: di rabbia che si crea e che rimane; di confusione tra essere e apparire; di conflitto tra desiderio e rinuncia; dell’incapacità o dell’impossibilità di trovare un proprio posto tra le braccia delle persone importanti, dentro a sé stessi, in mezzo alla collettività.
Altra causa di quest’aumento che pace non si dà è la reticenza verso le cure: sempre più difficile è estirpare questo male, nonostante l’età si continui ad abbassare, meno decidono di collaborare.
. Negare per continuare, per non voler guardare, vedere; negare perché a volte davvero non ci si accorge di quello che succede. Però continua a nascondersi quando è l’ora di mangiare, dice di avere voglia di stare solo in camera per consumare e di voler vedere come fai a cucinare; però continua a osservarsi allo specchio in modo ossessivo o viceversa non vuole nemmeno averci un contatto visivo; però con gli amici non ha più voglia di uscire e il peso continua a scendere … il rifiuto a salire; però magari la pasta gli va, ma poi corre di là e che fine ha fatto non si sa. Nessuno di questi sintomi è mai da sottovalutare, perché se è difficile curare, allora bisogna cercare di anticipare. Anticipare, sì, significa occhi attenti per guardare e precocemente diagnosticare; ma anche un cuore grande per sapersi rapportare … per far sì che l’altro non senta il bisogno di fuggire, di scomparire, di controllare, di annientarsi o di annientare. Come dice Ligabue .
Qualcuno disse , ma di fatto nessuna cicatrice si rimargina senza colui che con sapienza la ricuce … e se la tecnica dice come operare, l’affetto è l’unica strada che può spingere l’altro a camminare: questo in ogni momento della vita, prima che la bastarda dentro si insidi e diventi incancrenita.
Prevenire e guarire significa anche divulgare, informare, insegnare … oltre che non smettere mai di lottare.
Ecco che il 15 marzo di 5 anni fa una giornata internazionale di istituisce: quella del Fiocchetto lilla, voluta da un papà che ha fondato la associazione “Mi nutro di vita” per ricordare la morte per mano della bastarda, della sua pupilla. Una pupilla come quella di tante altre famiglie; come “un pupillo” di qualche altro nucleo. Si vuole un fiocchetto: presente alle feste sul frak di ogni bravo ometto; presente sulle bomboniere di ogni evento; presente sulle macchine di chi dice “sì lo voglio e non mento”; rosa o celeste è simbolo di vita. Si vuole un fiocchetto: rinascita e luce per chi scala sta salita. Si vuole il lilla: unione tra il rosso, la passione, la determinazione… e il blu, di chi è Pace e tutta la vita intorno a sé attira senza mollarla più; si vuole il lilla colore della magia … che ogni disturbo alimentare e tutta l’ignoranza si porta via.
Si vuole qualcosa che possa spiegare cos’è sto giubbotto che nella vita vuole alcuni più forti di tutto, nel pugno del male … del lutto.
Si vuole dare una speranza, ricordare a chi continua o inizierà finalmente a lottare: ce n’è sempre un altro che si può indossare … meno perfetti ci si potrà sembrare, ma sarà davvero questo il motivo per non avanzare? Tra le sfumature della diversità, in cui ognuno una personalità ce l’ha, fuori da unico grigio spento … si troverà finalmente un vero cappotto per non farsi spazzare via dal vento. Poi, un pugno chiuso serve sempre e continuerà ad accompagnare, ma il pugno della mano di chi nel bene e nel male stringerà sempre e solo il soffio vitale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...