<< Selvaggia Lucarelli puttana!>>

<<Selvaggia Lucarelli puttana!>>

<<Selv…>>

Quanti occhi avranno ‘ammirato’ questa frase, una decina di giorni fa, sulla curva dello stadio di Gela? Uno striscione spalmato in mezzo alla folla.

Quanti sono stati partecipi, attivi o passivi, dell’ennesimo caso di tifoseria offensiva, fuori luogo, che nulla ha da spartire con il calcio vero e proprio? O forse che è ormai direttamente assimilabile al calcio come lo si intende oggi, ma non al gioco del pallone inteso come sport: al gioco del pallone che non è né business né un modo per andare a sfogare la propria rabbia o il proprio fanatismo la domenica pomeriggio. Il gioco del pallone di chi corre dietro al sogno di fare goal e di dare il massimo con e per la propria squadra.

Quanti sono stati partecipi, attivi o passivi dell’ennesimo caso d’insulto contro il genere femminile? Perché, se proprio si è pensato così indispensabile offendere ed essere volgari, non è stato scritto <<Stronza>>? Perché spesso si ha ancora la necessità di aggredire usando insulti sessisti?

Non metto in dubbio che se nel mirino dello scherno vi fosse stato un uomo, si sarebbe letto qualcosa di simile a <<Frocio>> e sarebbe stato altrettanto grave. Però, non è questo il caso ed è giusto intervenire per quanto successo questa volta.

Siamo certamente in un Paese democratico, in cui libertà d’opinione ed espressione sono alla base della società.

Infatti, Selvaggia Lucarelli, si è sentita libera di esprimere un giudizio personale rispetto ad una città … così come alcuni locali, non ultimo un assessore comunale il quale ha dichiarato alla stampa che la conduttrice avrebbe detto <<una cretinata>>, hanno esercitato il proprio diritto di replicare con il proprio punto di vista. Interventi più o meno sindacabili, ma sotto un comun denominatore nella forma, nel contenuto e nella pertinenza: frasi non offensive verso il singolo ( persino l’intervento dell’assessore è stato rivolto a quanto è stato detto dalla blogger, ma non alla sua persona come tale) e formulate in contesti appropriati da gente nella posizione giusta per commentare. Parole accettabili per questo: perché la libertà di ciascuno finisce dove l’altro comincia e non tutti possono permettersi di affermare sempre le stesse cose.

Non si tratta di simpatia o antipatia, ma di rispetto.

Rispetto del singolo e per quanto riguarda gli ultras anche rispetto per i calciatori, le società e per altri tifosi che si trovano sugli spalti a sostenere la propria squadra … e non per sfruttarli come terrazza da esposizione. Ci sono tanti altri modi, molto più utili, per amare la propria città.

A tal proposito, considerando che eventi come questo sono di pessimo gusto, ma comunque non una rarità …viene da chiedersi di chi sia la colpa fino in fondo. Chi è responsabile quando l’arbitro, da regolamento, avrebbe dovuto sospendere la partita alla vista della scritta e nessuno si è nemmeno preoccupato di rimuovere lo striscione? Certo, successivamente il ‘Gela Calcio’ si è dissociato dagli insulti, ma anche qui, non sarebbero forse state necessarie delle scuse?

Non è sorprendente che la Lucarelli abbia deciso di andare per vie legali se si considera che per gli insulti razzisti rivolti a Balotelli l’Inter dovette pagare 50.000 euro, citando solo il caso più eclatante, e che in episodi analoghi la società ha dovuto spese più o meno gravose. Personaggi dai ruoli diversi? Certamente, ma non davanti alla legge e soprattutto non davanti a degli stadi in cui si rende sempre più necessario fare chiarezza. Sarebbe giusto che si pagasse anche ‘solo’ per sanzionare, ancor più che per risarcire per diffamazione la famosa blogger.

Che questo avvenimento possa essere un ulteriore spinta per l’instaurare regole e controlli più restrittivi nei confronti della tifoseria? Che possa essere un esempio per la crescita della comunità?

Non in tutti i Paesi il calcio si configura ancora sotto questa luce. Considerando che i problemi di condotta vanno ben oltre questa vicenda, quando decideremo di contenere le folle? Quando smetteremo di consentire tali esagerazioni?

Quando vorremo essere più civili?

 

Sara Annibali

selvaggia lucarelli puttana

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