Ciao, mi chiamo Maria e ho nove anni.
La prima cosa che vorrei dire è che mi piace tanto disegnare, la mia maestra dice che sono anche brava.
Sono contenta: magari da grande diventerò una pittrice famosa, sarebbe bellissimo.

Ciao, mi chiamo Maria e ho nove anni.
Ancora nessuno mi ha insegnato che non si può sognare, però io lo so che non ci sono solo le cose belle, i cibi buoni e le persone gentili… anche se quando coloro scelgo solo i colori allegri e non sul foglio non metto mai gli uomini brutti.

Ciao, mi chiamo Maria e ho nove anni.
I miei genitori mi vogliono bene, anche se hanno un po’ di difetti… la Disney dice che tutti qualche volta ci fanno arrabbiare, quindi li perdono sempre.
Io cerco di fare la brava, non è che ci riesco proprio sempre… però si fidano di me!

Ciao, mi chiamo Maria e ho nove anni.
Non ho ancora un italiano perfetto, però mi impegno tanto a scuola per migliorare e mi trovo bene qui in Italia.
La nostra casa qui è a San Salvatore Telesino, non è un posto tanto grande, a volte vado in giro da sola… è bellissimo!
Mi sento libera e grande, anche se non posso correre proprio dappertutto… vado spesso in Chiesa.
Non ho ancora fatto la comunione, però spesso vado a servire la messa con la mia tunichetta bianca.

Ciao mi chiamo Maria e ho nove anni.
Domenica pomeriggio sono andata in Chiesa, speravo di poter andare alla processione per Sant’Anselmo d’Aosta… ma mi hanno detto che pioveva troppo.
Avevo fame, sono tornata a casa e poi ho chiesto a papà di andare in Chiesa di nuovo… però non ci sono arrivata.

Ciao, mi chiamo Maria e ho nove anni.
L’unica domanda che mi sono sempre fatta sul mio corpo è 《la mia pancia brontola?》…
qualcuno però, adesso, conosce come sono fatta meglio di me.
Non sapevo quali sono le parti “sexy” di una donna, o almeno non sapevo di averle già: qualcuno mi ha spiegato di sì.

Ciao, mi chiamo Maria e ho nove anni.
Forse diventerò una bella ragazza, una pittrice, una studiosa, una letterata, una ballerina, un astronauta.
Non lo saprò mai.
Mi hanno detto che quando si vive una cosa brutta si pensa di morire, ma poi si supera e così si cresce.
Pensavo di essere grande, ne ho superate tante di cose brutte: lasciare i miei vecchi amici, sopportare le sgridate dei miei genitori, non poter mangiare quando voglio, prendere sei a scuola… trattenere per moltissimo tempo una pipì “grande così”.
Non pensavo che le carezze potessero fare male, gli abbracci, un tuffo in piscina… pensavo che queste fossero cose belle.
Invece, ho pensato di morire.
Adesso dovrei essere cresciuta, invece ho smesso di respirare.
Sicuramente vado da qualche parte, ma la faccia di chi mi ha fatto tanto male non la potrò mai più vedere.
Forse gli avrei anche lasciato un fiore, se mi avesse lasciato giocare con le pedine della vita.

Sara Annibali

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